Non è facile spiegare cos’è il TLC, per ogni persona può rappresentare qualcosa di diverso.


Per tutti è una parentesi di tre giorni in cui staccare la spina dalla propria quotidianità, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente, insieme ad altri giovani.

Perché il TLC è soprattutto questo: prendersi del tempo per porsi in ascolto di sé stessi, degli altri e di Dio.


Un'occasione per discutere e mettersi in discussione, per provare a rivedere la propria vita sotto una luce diversa, quella di Cristo.
Un percorso in cui si vive gomito a gomito con altri giovani come noi, si mangia, si dorme, si prega, si canta, si discute, si gioca accompagnati da sacerdoti e laici pronti a condividere questa esperienza di comunione.
  Ma non spaventatevi il TLC non vuole essere un’esperienza rivolta soltanto ai credenti, a chi va in Chiesa ogni domenica, ma vuole essere un corso rivolto a tutti i giovani che hanno voglia di  mettersi in gioco fino in fondo, non solo in queste poche ore di ritiro, ma nella vita di tutti i giorni, nelle proprie comunità, nel mondo.


Perché i giovani sono la speranza del mondo come amava dire Giovanni Paolo II: “siate pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi… perché da voi dipende il termine di questo millennio e l’inizio del nuovo. Non siate dunque passivi; assumetevi le vostre responsabilità in tutti i campi a voi aperti nel nostro mondo.”

Quello che il TLC non vuole essere è un’esperienza fine a se stessa, un bel momento in cui ridere e scherzare in compagnia che finisce appena ci si lascia, appena si torna alle proprie vite. La parentesi si chiude e tutto torna come prima e di questi tre giorni rimane solo il piacevole ricordo di qualcosa che ormai è passato. Il TLC, invece, non deve passare perché questa tre giorni vuole rappresentare per i corsisti qualcosa di più, vuole trasmettere ai partecipanti quella Gioia, con la G maiuscola, che può nascere solo da un incontro vero con Cristo, dalla consapevolezza autentica che Dio ha scelto di servirsi di tutti noi, nessuno escluso, per dare sapore al mondo. Ognuno con la propria vita, con le proprie forze ma con un’unica consapevolezza: quella di essere il sale della terra, la luce del mondo.

 

 
     
 

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